Allenamento e pratica
Tanti anni fa un ragazzino si avvicinò al grande Ben Hogan chiedendogli un segreto su come divenire un campione. "Ragazzo, hai una practice bag?", chiese Hogan. "Certo, sir!", rispose il ragazzino. "Usala!", fu il suo consiglio.
Per migliorare nel gioco non aspetattevi miracoli e non ricercate "segreti" o "scorciatoie" da maestri, riviste, video o... siti web! Nel golf, come in tutto, vale la legge "dello sforzo e della ricompensa". Il Golf è, per definizione, "un gioco sportivo". Questo significa che è uno sport dove contano non solo le caratteristiche atletiche dell'individuo ma anche, e soprattutto, l'abilità e la coordinazione. E' un gioco di precisione e di potenza allo stesso tempo che richiede molto allenamento e molto esercizio per educare e coordinare i propri muscoli al gesto atletico dello "swing" mantenendo la memoria muscolare costante nel tempo.
Tutti dovrebbero praticare. Sia chi desidera mantenere il proprio livello di gioco ma soprattutto chi desidera migliorare e competere ad un livello più alto. Musicisti, artisti, chirurghi, piloti, meccanici... tutti devono allenarsi e praticare per ottenere buoni risultati. Ma praticare non è facile.
In questa rubrica cercherò di darvi alcuni consigli affinchè il poco o tanto tempo da voi investito nell'allenamento sia di qualità e non venga invece sprecato.
Quando e cosa praticare
Ovviamente vi invito a praticare ogni volta che "potete". Ma ricordate che è stato dimostrato che frequenti e brevi sessioni di allenamento sono molto più produttive di quelle più lunghe ma rare. Un momento ideale per praticare potrebbe essere quello subito dopo una lezione con un maestro in quanto le idee e le sensazioni sono ancora vive e chiare.
In generale praticate quando avete la possibilità di farlo con calma e con la giusta concentrazione. Se il tempo a disposizione è molto limitato o se avete troppi pensieri per la testa, meglio rimandare.
In campo pratica la "qualità" è ben più importante della "quantità". Con questo voglio dire che è meglio tirare 25 palle in 20 minuti che 100 in mezz'ora. Affrettare colpi uno dietro all'altro nuoce alla coordinazione ed al "timing" e non lascia il tempo al corpo di "capire", assimilare e ricordare quello che sta facendo.
Feedback e qualità
Vi siete mai chiesti perchè ci sono giocatori a cui basta praticare pochissimo per ottenere risultati eccellenti e giocatori che, nonostante trascorrino ore ed ore in campo pratica tirando centinaia di palle ogni giorno, fanno più fatica a migliorare? Avete notato che ci sono professionisti sul Tour che dedicano alla pratica molto meno tempo di quanto ci si potrebbe aspettare da loro? Verrebbe da pensare che chi pratica maggiormente abbia più possibilità di vittoria ma in realtà non è così.
Il motivo è da ricercare nella "qualità" della pratica più che nella quantità. E la qualità è da ricercare nel "feedback" che il giocatore è in grado di riscontrare ed ottenere dalla sua pratica. Il "feedback" non è altro che la comprensione e la registrazione nel nostro inconscio della causa e dell'effetto che hanno prodotto quello "swing" e quel colpo.
Programmi di allenamento
Purtroppo la maggioranza delle persone non ha sufficiente tempo a disposizione da investire in periodiche e lunghe sessioni di allenamento. Per questo motivo credo sia molto importante cercare di "pianificare" con l'aiuto del prorpio professionista le sedute di pratica al fine di ottimizzarne la resa.
Molto spesso si corre infatti il rischio di sprecare migliaia di palline perchè non si sta seguendo una "logica" di allenamento e perchè non si lavora sugli aspetti del gioco che realmente necessiterebbero di essere migliorati.
Tralasciando le sessioni di allenamento per giocatori professionisti o di alto livello (i quali hanno la disponibilità e la motivazione per investire molto tempo e impegno per lavorare su ogni singolo aspetto del gioco), vorrei qui di seguito consigliare un piccolo piano di pratica per tutti coloro che vogliono ottenere risultati soddisfacenti dovendo far conto con il poco tempo a disposizione.
Analisi del proprio gioco
Per capire quali sono le aree del proprio gioco che necessitano maggiormente di essere allenate, è importante conoscere molto bene il proprio gioco analizzandolo. Al fine di individuare le vostre principali lacune su cui lavorare, vi consiglio di compilare dopo ogni vostro giro di campo una semplice e facile scheda che vi aiuterà a fare maggiore chiarezza.
Fatela vedere al vostro professionista, saprà interpretarla e consigliarvi al meglio su come impostare le vostre future sessioni di pratica.
Scarica la scheda di analisi del gioco (325.16 KB)
Brevi istruzioni:
Fairways hit: sono i colpi dal tee che avete tirato in fairway e non in rough o in ostacolo.
Greens in regulation: i greens raggiunti con i colpi regolamentari (1 colpo nei par 3, 2 colpi nei par 4 e 3 colpi nei par 5).
Numero di putts: il numero di putts impiegati per imbucare su ogni buca (valgono solo quelli giocati in green).
Up&downs: ogni volta che avete fatto par nonostante abbiate mancato il green.
Sand saves: ogni volta che avete preso il green in regulation giocando da un bunker posto sul percorso o fatto par giocando da un bunker intorno al green.
Penalità: i colpi di penalità eventualmente subiti durante la buca.
Risultato della buca: il vostro risultato lordo.
+/- rispetto al par: segnate per esempio -1 per un birdie, 0 per un par, +1 per un bogey, eccetera.
Tenete un diario di gioco
Negli ultimi anni si è molto diffusa tra i giocatori la buona abitudine di monitorare il proprio livello di gioco con ogni tipo di statistica matematica e ciò è stato particolarmente favorito dall'avvento di moderni programmi per computer, palmari o telefonini. Le statistiche matematiche sono molto utili per avere un'idea generale del proprio stato di gioco ma io credo che presentino alcuni limiti e per questo non ritengo siano sufficienti a capire il proprio reale livello. Permetettemi di fare alcuni esempi.
Buca uno, corto par 4 dog-leg a sinistra. Ho bisogno di mettere un drive sul lato destro del fairway per poter attaccare meglio il green. Eseguo un ottimo swing, colpisco bene la palla nel centro del bastone e la posiziono solo pochi metri più a destra di dove avevo previsto ma in rough. Da quella posizione ho comunque un'ottima opportunità di arrivare in green con un wedge. Tiro il mio approccio alla bandiera e faccio un brutto pull che mi manda la palla 20 metri a sinistra dell'asta ma in green. Gioco due normalissimi putt e chiudo la buca in par. Le statistiche mi dicono driver sbagliato e wedge perfetto. Sbagliato...
Buca due, lungo par 4 dritto. Tiro un drive preso nel tacco e posiziono la palla in centro al fairway ma ben più corto rispetto al mio potenziale. Anzichè avere in mano un ferro 6 come dal mio piano di gioco mi vedo costretto a tirare un ferro 3. Tra l'altro la palla non è nemmeno messa benissimo. Colpisco un gran ferro che mi batte mezzo metro corto e finisce in bunker. Dal bunker faccio una pessima uscita corta ma ho la fortuna di imbucare un gran putt per il par. Le statisticbe mi dicono drive eccellente, ferro 3 sbagliato e uscita ottima. Sbagliato...
Buca tre, corto par cinque. Tiro un ottimo drive e mi metto nelle condizioni di poter raggiungere il green con il secondo colpo. Ma faccio un pessimo colpo e mi metto in difficoltà in un punto difficile nell'erba alta vicino al green. Eseguo un chip straordinario e metto la pallina a un solo metro. Da li sbaglio il putt per il birdie e faccio par. Dalle statistiche leggerei che ho preso il green in regolarità e che quindi il gioco lungo va bene nonostante abbia chiaramente giocato un pessimo colpo di secondo e non farebbe risultare il mio pessimo putt da un metro. Insomma, sbagliato...
Le statistiche matematiche sono utili ma non sono del tutto veritiere sulle reali debolezze o sui punti di forza perchè per esempio un giocatore che prende molti green in regulation, anche se patta molto bene, tenderà ad avere una media di putts per forza più alta mentre un giocatore che manca molti green e che la maggior parte delle volte approccia da bordo green tenderà ad avere un media putt più bassa anche se patta mediocramente poichè ovviamente gioca in green da più vicino rispetto a chi ha preso il green dalla lunga distanza. In pratica le statistiche rappresentano una sorta di "verdetto" sterile sul proprio livello di gioco senza rappresentare realmente un aiuto costruttivo al miglioramento del gioco. Perchè in verità l'unica cosa che conosce i nostri pregi ed i nostri difetti è la nostra coscienza.
Piuttosto io ritengo sia di gran lunga più interessante ed utile tenere un proprio "diario" di gioco in cui scrivere i propri errori ed i propri punti forti "giudicandoli" personalmente piuttosto che limitandosi a "contare". Così facendo si è molto più in grado di capire e riconoscere i "veri" punti deboli del proprio gioco e non solo quelli superficiali. Io per esempio alla fine di ogni mio giro di golf cerco di rivivere mentalmente ogni mio colpo e cerco di capire quali colpi ho veramente giocato male e al di sotto del mio potenziale e cerco di capire per quale motivo ho fallito. A volte per concentrazione e attenzione, a volte per equilibrio, a volte per semplice abilità fisica o capacità tecnica o per reale impossibilità a fare una determinata cosa perchè fuori dal mio bagaglio di gioco. E prendo nota, anche se su quella buca ho fatto un buon risultato.
Inoltre cerco di capire quali sono stati "veramente" tutti i colpi che mi hanno fatto crescere lo score. Quel putt mancato da vicino. Quel drive sparato fuori limite. Quel green mancato con il wedge. Quel ferro mandato in acqua. E cerco di immagire in modo realistico alle mie capacità quale sarebbe stato il mio risultato se non avessi sbagliato nessuno di quei colpi. Quello score rappresenta il mio reale potenziale e diventarne consapevoli rappresenta qualcosa di davvero importantissimo.
Alla fine di tutto, accettando che un giro di golf non può mai essere perfetto, cerco di invididuare i 5 peggiori colpi che mi hanno impedito di consegnare uno score di 5 colpi inferiore. Quei colpi e quegli aspetti del gioco saranno le cose sulle quali investirò il mio allenamento nelle settimane successive fino alla prossima gara.
Tenere un diario credo sia davvero un'abitudine straordinaria perchè sviluppa in noi grande consapevolezza e grande capacità autocritica. Solo in questo modo si può essere in grado di capire cosa davvero dobbiamo migliorare. Con ciò non voglio certo dire che le statistiche dettagliate di gioco siano inutili, tutt'altro. Voglio solo dire che il golf non è solo matematica ma anche (e forse soprattutto) cuore, intelletto ed emozioni. E in un diario ci potete mettere e ritrovare tutto questo...
"Perchè esiste una grande verità su questo pianeta: chiunque tu sia o qualunque cosa tu faccia, quando desideri una cosa con volontà, è perchè questo desiderio è nato dall'anima dell'universo. E quando tu desideri qualcosa, tutto l'Universo cospira affinchè tu realizzi il tuo." Paulo Coelho