Lo swing nella storia
Storia
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Il primo libro di tecnica del golf risale al 1687 e fu scritto da un giovane golfista diciannovenne scozzese di nome Thomas Kincaid. Leggendolo è incredibile notare quanto simile fosse il modo di interpretare lo "swing" rispetto a come oggi lo concepiamo.
Questa è l'ennesima conferma che il gioco del golf si basa su concetti e movimenti semplice e soprattutto naturali.
Tuttavia lo stile dello "swing" è variato notevolmente dai primi del secolo ai nostri giorni soprattutto in risposta all'evoluzione tecnologica del gioco.
I giocatori di un tempo si vestivano con abiti che non permettevano loro la massima libertà di movimento. Inoltre, erano meno preparati fisicamente e soprattutto utilizzavano bastoni con teste e "shaft" in "hickory", un particolare legno che era molto flessibile e che soprattutto subiva notevole torsione durante il movimento.
Tutti questi fattori costringevano i vecchi giocatori ad eseguire lo "swing" utilizzando maggiormente le mani e le braccia, limitando la rotazione del corpo sul posto e sfruttando uno movimento lungo e molto ritmato.
L'avvento dei moderni bastoni in acciaio, di un abbigliamento adeguato al gesto atletico e la nuova forma fisica dei giocatori ha permesso di eseguire uno "swing" molto più atletico in cui i grandi muscoli del corpo sono diventati i principali protagonisti, in cui l'uso di mani e braccia viene fortemente limitato, con un corpo che può permettersi di spostarsi lateralmente durante il "downswing" per uno movimento più corto, compatto e potente.
Ormai si è giunti ad un livello tale di evoluzione tecnologica che la tecnica dello "swing" non può più essere migliorata. Solo i metodi di insegnamento, di apprendimento, di preparazione fisica e di potenziamento psicologico hanno un margine di miglioramento che potranno aiutare i giocatori ad eseguire movimenti sempre più coordinati e raggiungere risultati ancora più performanti.
"Lo swing con la palla è frutto di tanti swing senza palla". GOLFACADEMY.it