Tenete un diario di gioco
Negli ultimi anni si è molto diffusa tra i giocatori la buona abitudine di monitorare il proprio livello di gioco con ogni tipo di statistica matematica e ciò è stato particolarmente favorito dall'avvento di moderni programmi per computer, palmari o telefonini.
Le statistiche matematiche sono molto utili per avere un'idea generale del proprio stato di gioco ma io credo che presentino alcuni limiti e per questo non ritengo siano sufficienti a capire il proprio reale livello. Permetettemi di fare alcuni esempi.
Buca uno, corto par 4 dog-leg a sinistra. Ho bisogno di mettere un drive sul lato destro del fairway per poter attaccare meglio il green. Eseguo un ottimo swing, colpisco bene la palla nel centro del bastone e la posiziono solo pochi metri più a destra di dove avevo previsto ma in rough. Da quella posizione ho comunque un'ottima opportunità di arrivare in green con un wedge. Tiro il mio approccio alla bandiera e faccio un brutto pull che mi manda la palla 20 metri a sinistra dell'asta ma in green. Gioco due normalissimi putt e chiudo la buca in par. Le statistiche mi dicono driver sbagliato e wedge perfetto. Sbagliato...
Buca due, lungo par 4 dritto. Tiro un drive preso nel tacco e posiziono la palla in centro al fairway ma ben più corto rispetto al mio potenziale. Anzichè avere in mano un ferro 6 come dal mio piano di gioco mi vedo costretto a tirare un ferro 3. Tra l'altro la palla non è nemmeno messa benissimo. Colpisco un gran ferro che mi batte mezzo metro corto e finisce in bunker. Dal bunker faccio una pessima uscita corta ma ho la fortuna di imbucare un gran putt per il par. Le statisticbe mi dicono drive eccellente, ferro 3 sbagliato e uscita ottima. Sbagliato...
Buca tre, corto par cinque. Tiro un ottimo drive e mi metto nelle condizioni di poter raggiungere il green con il secondo colpo. Ma faccio un pessimo colpo e mi metto in difficoltà in un punto difficile nell'erba alta vicino al green. Eseguo un chip straordinario e metto la pallina a un solo metro. Da li sbaglio il putt per il birdie e faccio par. Dalle statistiche leggerei che ho preso il green in regolarità e che quindi il gioco lungo va bene nonostante abbia chiaramente giocato un pessimo colpo di secondo e non farebbe risultare il mio pessimo putt da un metro. Insomma, sbagliato...
Le statistiche matematiche sono utili ma non sono del tutto veritiere sulle reali debolezze o sui punti di forza perchè per esempio un giocatore che prende molti green in regulation, anche se patta molto bene, tenderà ad avere una media di putts per forza più alta mentre un giocatore che manca molti green e che la maggior parte delle volte approccia da bordo green tenderà ad avere un media putt più bassa anche se patta mediocramente poichè ovviamente gioca in green da più vicino rispetto a chi ha preso il green dalla lunga distanza. In pratica le statistiche rappresentano una sorta di "verdetto" sterile sul proprio livello di gioco senza rappresentare realmente un aiuto costruttivo al miglioramento del gioco. Perchè in verità l'unica cosa che conosce i nostri pregi ed i nostri difetti è la nostra coscienza.
Piuttosto io ritengo sia di gran lunga più interessante ed utile tenere un proprio "diario" di gioco in cui scrivere i propri errori ed i propri punti forti "giudicandoli" personalmente piuttosto che limitandosi a "contare". Così facendo si è molto più in grado di capire e riconoscere i "veri" punti deboli del proprio gioco e non solo quelli superficiali. Io per esempio alla fine di ogni mio giro di golf cerco di rivivere mentalmente ogni mio colpo e cerco di capire quali colpi ho veramente giocato male e al di sotto del mio potenziale e cerco di capire per quale motivo ho fallito. A volte per concentrazione e attenzione, a volte per equilibrio, a volte per semplice abilità fisica o capacità tecnica o per reale impossibilità a fare una determinata cosa perchè fuori dal mio bagaglio di gioco. E prendo nota, anche se su quella buca ho fatto un buon risultato.
Inoltre cerco di capire quali sono stati "veramente" tutti i colpi che mi hanno fatto crescere lo score. Quel putt mancato da vicino. Quel drive sparato fuori limite. Quel green mancato con il wedge. Quel ferro mandato in acqua. E cerco di immagire in modo realistico alle mie capacità quale sarebbe stato il mio risultato se non avessi sbagliato nessuno di quei colpi. Quello score rappresenta il mio reale potenziale e diventarne consapevoli rappresenta qualcosa di davvero importantissimo.
Alla fine di tutto, accettando che un giro di golf non può mai essere perfetto, cerco di invididuare i 5 peggiori colpi che mi hanno impedito di consegnare uno score di 5 colpi inferiore. Quei colpi e quegli aspetti del gioco saranno le cose sulle quali investirò il mio allenamento nelle settimane successive fino alla prossima gara.
Tenere un diario credo sia davvero un'abitudine straordinaria perchè sviluppa in noi grande consapevolezza e grande capacità autocritica. Solo in questo modo si può essere in grado di capire cosa davvero dobbiamo migliorare. Con ciò non voglio certo dire che le statistiche dettagliate di gioco siano inutili, tutt'altro. Voglio solo dire che il golf non è solo matematica ma anche (e forse soprattutto) cuore, intelletto ed emozioni. E in un diario ci potete mettere e ritrovare tutto questo...
"I never hit a shot, not even in practice without having a very sharp, in-focus picture of it in my head." Jack Nicklaus