Peak Performance e Golf Flow
Nella vita della maggior parte dei golfisti, almeno una volta nel corso della propria carriera sportiva, è capitato di sperimentare una particolare condizione psico-fisica, in cui la prestazione sembrava fluire senza sforzo, come se l’atleta si trovasse in uno stato di trance agonistica ed il suo gioco migliore arrivasse come per magia oltre le aspettative, colpo su colpo, buca dopo buca.
I giocatori che hanno sperimentato questa condizione riferiscono di essersi sentiti leggeri, pervasi da un senso di potenza e soddisfazione profondi, completamente assorbiti nel loro gioco. Anche a voi sarà sicuramente capitato, almeno una volta. E’ lo stato di “flow”. In questi casi è molto probabile che l’atleta raggiunga la “peak performance”, il momento di massima prestazione.
Le sensazioni e le emozioni che accompagnano la peak performance sono riconducibili generalmente a:
- Fiducia ed ottimismo (atteggiamento positivo, mantenimento del controllo anche in situazioni ansiogene o nervose);
- Senso di isolamento (sensazione di un completo distacco dall’ambiente esterno, e contemporaneamente la sensazione di completo accesso alle proprie risorse e capacità);
- Focalizzazione nel presente (assenza di pensieri sul passato o sul futuro);
- Alto livello di energia psico-fisica (percezione di un’elevata energia e carica vitale);
- Uno stato di rilassamento fisico e mentale (calma, rallentamento della percezione temporale, alto livello di concentrazione, scioltezza muscolare, sicurezza di movimento);
- Completo controllo della situazione (esecuzione automatica, senza dover esercitare alcuna forma di controllo);
- Attenzione elevata al proprio corpo e all’ambiente di gioco.
(tratto dai lavori di G. Gramaccioni e C. Robazza)
La peak performance, che apparentemente si realizza in modo casuale, è invece spesso il risultato di uno stato mentale ottimale, chiamato appunto “flow” (letteralmente “flusso”), caratterizzato da un coinvolgimento totale in quanto sta accadendo. Spesso lo stato di flow si realizza quando i giocatori si percepiscono all’altezza delle richieste del compito o della competizione. In questi casi l’importanza dell’allenamento mentale è fondamentale per indurre l’atleta a rivivere in maniera consapevole e non casuale lo stato di flow, ricreando le condizioni necessarie per raggiungere la peak perfomance, il momento di massima prestazione.
Le tecniche mentali orientate al miglioramento delle condizioni psico-fisiche ideali per lo sviluppo dello stato di flow, e dunque finalizzate al raggiungimento della peak performance, devono divenire bagaglio di ogni giocatore che voglia migliorare il proprio approccio mentale alla gara ed influenzare volontariamente l’ingresso nello “stato di flow”. In questo modo, anche i risultati tanto sperati si avvicineranno.
"Il golf? Il modo migliore per rovinare una bella passeggiata." Mark Twain