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Colpi speciali

Colpi speciali

C'è una frase che esprime in modo molto saggio la vera essenza del golf e che dice: "Da ogni punto in campo esiste un colpo perfetto e ideale che unisce la pallina alla buca. A destra e a sinistra di questa c'è il golf!"

Chi ha veramente esperienza di gioco capisce quanto vera sia questa affermazione e come, nella realtà del campo, le forme delle traiettorie giocate siano molto diverse da quelle concepite dal punto di vista teorico o ideale.

Il motivo per il quale in campo pratica tutto sembra più facile e standardizzato è che in campo esistono pochi colpi giocati con un "lie" della palla ottimale ed in condizioni di piano perfetto. Per non parlare degli ostacoli, dell'umidità dell'aria, del vento.

Per questo motivo nella mia accademia siamo convinti che "eseguire buoni colpi" sia relativamente facile mentre "giocare a golf" sia invece un'attività molto più complessa e più difficile. Il nostro obiettivo, infatti, non è solo costruire ottimi "swing" ma soprattutto formare giocatori in grado di affrontare e risolvere ogni situazione in campo.

Giocare a golf non è solo tirare colpi dritti ma anche e soprattutto significa tirare colpi alti quando serve volare un albero e bassi quando serve passare sotto ai rami. Significa far girare la palla quando è necessario aggirare un'ostacolo o eseguire colpi da ogni tipo di pendenza, sia contro vento che a favore di vento.

Giocare a golf significa avere la creatività e l'abilità di affrontare, risolvere e superare ogni situazione. Vediamo come.

Curtis Strange

"When I looked at the shot, I knew that the front bunker was the only place I could miss the green and still have a really good chance of making a par. The rough was brutal around the green, so I couldn't miss it either long or wide. The sand was perfect at Brookline, so I knew the odds were pretty good that the ball wouldn't plug." Curtis Strange (playing the 72nd hole of the 1988 U.S. Open)

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