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Allenare il gioco corto

Allenare il gioco corto

I colpi di approccio ed avvicinamento alla buca entro una distanza di 100 metri sono quelli che richiedono il maggior quantitativo di tempo di dedizione, per il semplicissimo fatto che sono i colpi che influiscono maggiormente, ancora più del "putting", sul risultato finale.

Indipendentemente dalla vostra abilità nel "putting", un buon gioco corto è ciò che maggiormente determina la differenza fra imbucare molti o pochi "putts". Se non dedicate la maggior parte del vostro tempo di allenamento ai colpi di approccio state certi che non potrete mai raggiungere il vostro miglior livello di golfista, qualunque abilità nel frattempo siate riusciati a sviluppare con il "driver".

Non importa se fino ad oggi siete stati dei giocatori di scarsa sensibilità intorno al "green". Potete e dovete migliorare! E per farlo non ci sono segreti: allenatevi ed innamoratevi del gioco corto.

Il consiglio più prezioso che vi posso dare è di usare tanta fantasia. Provate mille colpi, da diverse distanze, con diverse traiettorie e con diversi bastoni. Provate a mettere la palla vicina immaginando e realizzando diverse traiettorie, alte o basse, a corere o a fermarsi, valutando per ognuna quale ha funzionato meglio.

La tecnica del gioco corto è importante ma, come nel "putting", molto più semplice di quanto possa sembrare. Controllate con il vostro professionista PGA che le basi siano sufficientemente buone e quindi date sfogo al vostro istinto, fate emergere il vostro talento, il vostro tocco innato spesso soffocato da troppi dubbi tecnici e molta titubanza.

Ricreate sempre situazioni reali. E' importante. Abituatevi ad affrontare con sicurezza e a mettere la palla in buca o vicina da posizioni difficili e brutti "lies". In campo troverete spesso la palla un pò infossata o su un suolo duro senza erba, fa parte del gioco. Il giorno che sul campo vi sentirete in grado di imbucare un "chip" da un brutto "lie" della palla... potrete ritenervi dei forti giocatori e tutti vi dovranno temere.

Rendi la pratica stimolante. Il gioco che preferisco è quello di sfidare qualcuno o semplicemente me stesso su quanti "up&down" riesco a fare. Simulate il vero gioco del golf in campo che consiste nell'imbucare con il minor numero di colpi possibile. Usate una sola palla e da diverse posizioni cercando di imbucare con l'approccio e infine di imbucare con il putter, proprio come sul percorso. A volte praticare con molte palline rende la pratica troppo meccanica e noiosa e tende a farvi dimenticare di eseguire la "routine" e di ragionare con la fantasia su ogni colpo.

Provate anche a praticare fino a quando non imbucate almeno due approcci, questo vi darà una grande fiducia in voi stessi e vi convincerà che il vero obiettivo di ogni colpo di approccio è proprio lo stesso del "putting": imbucare! Praticate sempre a far "morire" la palla in buca, in campo la metterete molto più vicina del solito.

Infine, ricordate che il gioco corto ed il "putting" sono la vera essenza del golf. Dovete innamorarvi dell'arte di mettere la palla vicina e in buca. Allenarvi intorno al "green" dovrebbe essere un gioco divertente, rilassante e senza troppi pensieri.

Curtis Strange

"When I looked at the shot, I knew that the front bunker was the only place I could miss the green and still have a really good chance of making a par. The rough was brutal around the green, so I couldn't miss it either long or wide. The sand was perfect at Brookline, so I knew the odds were pretty good that the ball wouldn't plug." Curtis Strange (playing the 72nd hole of the 1988 U.S. Open)

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