Feedback e qualità della pratica
Vi siete mai chiesti perchè ci sono giocatori a cui basta praticare pochissimo per ottenere risultati eccellenti e giocatori che, nonostante trascorrino ore ed ore in campo pratica tirando centinaia di palle ogni giorno, fanno più fatica a migliorare? Avete notato che ci sono professionisti sul Tour che dedicano alla pratica molto meno tempo di quanto ci si potrebbe aspettare da loro? Verrebbe da pensare che chi pratica maggiormente abbia più possibilità di vittoria ma in realtà non è così.
Il motivo è da ricercare nella "qualità" della pratica più che nella quantità. E la qualità è da ricercare nel "feedback" che il giocatore è in grado di riscontrare ed ottenere dalla sua pratica. Il "feedback" non è altro che la comprensione e la registrazione nel nostro inconscio della causa e dell'effetto che hanno prodotto quello "swing" e quel colpo.
L'obiettivo in allenamento è di usare la mente conscia per studiare, capire e migliorare la tecnica in modo da produrre centinaia di esperienze positive (colpi ben riusciti) e "registrare" così nella mente inconscia quegli automatismi da richiamare semplicemente in campo.
Un giocatore che sviluppa "feedback" tira meno palline ed ogni colpo lo studia, lo giudica, lo associa alle sensazioni del corpo che hanno generato quello "swing" e quella traiettoria. In poche parole "registra".
Un giocatore che registra lo noterete spesso mantenere per qualche secondo la posizione finale in equilibrio mentre osserva la pallina volare, registrando e conservando vividi nella mente i buoni risultati ed imparando da quelli brutti che vengono però subito cancellati e dimenticati.
Dave Pelz, nella sua bibbia dedicata al gioco del "putting", consiglia infatti di mantenere anche in "green" la posizione finale per 5 secondi mentre si osserva rotolare la pallina in buca in modo da neuroassociare il risultato alla causa che lo ha prodotto.
Un ottimo modo per sviluppare "feedback" è anche quello di parlare ad alta voce e dirsi in anticipo ciò che si vuole realizzare ed esattamente in che modo. Sarà molto più facile giudicare il proprio risultato e capire cosa lo ha favorito.
Oppure eseguire movimenti senza pallina e ad occhi chiusi, cercando di sentire, ascoltare ed immaginare la coordinazione del proprio corpo. Tutto ciò serve ha prendere coscienza di sè, dello "swing", del colpo.
Un giocatore che invece non ha "feedback", lo vedrete tirare tantissimi colpi, probabilmente velocemente, uno dietro all'altro, senza registrare nell'inconscio i buoni colpi e soprattutto senza imparare nulla da quelli brutti... che probabilmente ricorderà a lungo anzichè dimenticare subito.
Sviluppando la capacità di ricevere "feedback" dai vostri allenamenti potrete ottenere ugualmente il massimo del rendimento, anche nel caso questi siano più sporadici.
Per questo motivo noi di GolfAcademy.it poniamo particolare attenzione a questo aspetto durante le nostre lezioni. Perchè il nostro scopo non è solo "insegnare" ma aiutare l'allievo ad "imparare". Solo in questo modo sappiamo di formare giocatori più consapevoli e maturi.
"Non è necessario essere stupidi per giocare a golf, ma aiuta." George Bernard Shaw
