Mario Camicia
Amici golfisti e non golfisti, Mario Camicia non c’è più. Il volto televisivo del golf italiano e internazionale, infatti, è scomparso martedì mattina dopo un lungo periodo di assenza dai microfoni di Sky Sport ma soprattutto dai green e dai fairways. Avevo solo sette anni quando guardai il mio primo torneo in televisione: era la Ryder Cup del 1997 di Valderrama, era la Ryder in cui Costantino Rocca battagliò contro Tiger Woods e vinse. Ricordo le sue parole di passione, l’emozione che riuscì a trasmettere ad ogni colpo che quei campioni giocavano, la felicità nel vedere il team europeo uscirne vittorioso.
Ci mancheranno le sue dirette televisive, ci mancherà il suo tifo schietto e sincero per i giocatori nostrani, e non da ultimo mancherà al golf italiano un grande protagonista. Un personaggio che ha saputo cogliere gli aspetti essenziali di questo sport e che è stato in grado di riprodurli con i media e attraverso i media, un personaggio che ha avuto il grande merito di contribuire allo sviluppo del golf in Italia. Quante persone si sono avvicinate e hanno varcato i cancelli dei Club grazie alla sua abilità nel descrivere e nel commentare le gesta dei grandi campioni, quanti bravi giovani ragazzi hanno sognato di vivere un giorno l’esperienza di disputare un torneo professionistico importante con la consapevolezza che, di là dal vetro, c’era il grande Mario che tifava per loro. Un uomo di sport e un uomo della televisione che ha fatto della sua professione una vera e propria passione, una sorta di ragione di vita al servizio del golf e dei golfisti. Da adesso in poi ci guarderà dall’alto e con il suo consueto ottimismo continuerà, inesorabile, a credere nei nostri talenti e a tifare sempre e comunque Italia.
Grazie Mario.
La redazione di Golfacademy
Filippo Maggi
"Bisogna apportare correzioni nel proprio gioco un poco alla volta. E' come prendere una medicina. Qualche aspirina curerebbero probabilmente cosa ti affligge ma l'intera bottiglia potrebbe solo ucciderti." Harvey Penick
