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La tigre è tornata

La tigre è tornata

Nemmeno due mesi fa avevamo scritto che Tiger Woods era andato in pensione. Bene, probabilmente ci dovremmo ricredere perchè la tigre è tornata. A suo modo, con una vittoria entusiasmante sul difficile tracciato del Thousand Oaks, in California. Tiger ha vinto il Chevron World Challenge. Non vinceva un torneo da 749 giorni, una vita per uno come lui che negli anni d’oro era solito vincere una decina di tornei all’anno. Unagrande prestazione, quella di appena venti giorni fa, che ha un significato tutto particolare perchè è arrivata in un momento difficile in cui nessuno, tranne forse lui stesso, avrebbe scommesso una lira su una vittoria del campione di colore. Tiger, allora, è guarito? E’ passato il Tiger-sexygate? Forse è un pò presto per affermarlo con certezza ma sicuramente può essere un indizio molto importante. Un torneo del PGA TOUR non si vince per caso, mai. 

La tigre è tornata

La bravura e il talento non sono in discussione e non lo sono mai stati, certo, però se, come pensiamo noi, Tiger è davvero uscito dal momentaccio in cui era caduto, è interessante capire alcune cose che emergono da quanto successo. Bhè in primo luogo, un dato di fatto: il mondo del golf aveva perso un suo grande protagonista, il pubblico intero aveva perso il suo beniamino. La mancanza di quell’uomo dagli schermi televisivi stava suscitando troppe perplessità e stava pesando. Avevamo scritto che Tiger aveva senza dubbio rivoluzionato il golf in tutti i campi, aveva fatto avvicinare centinaia di migliaia di persone al golf, aveva convinto molti sponsor a investire in questo sport, aveva infranto ogni scetticismo che ancora oggi avvolge e coinvolge il golf. In secundis, la vicenda dell’ex numero uno mondiale sottolinea il fatto di quanto sia importante la testa nel gioco del golf. Nessuno infatti ha mai creduto che le capacità di Tiger fossero tutte d’un tratto scomparse, il suo talento non poteva essere venuto meno improvvisamente. Ma la testa sì, la sua concentrazione, il suo stare in campo evidentemente ne hanno risentito, eccome se ne hanno risentito. E se il tempo aiuta a dimenticare i guai (nel golf come nel lavoro piuttosto che nell’amore), Tiger ne ha dato la riprova.

Dopo oltre due anni di assenza dai grandi tornei e palcoscenici internazionali ma soprattutto dopo oltre due anni di astinenza dalle vittorie, la tigre è uscita dal tunnel. In terzo luogo questa vicenda ci insegna anche un’altra cosa. Non vogliamo passare per moralisti o altro ma tutta questa storia è nata e proseguita senza convincerci più tanto. Bisognava dire tutta la verità subito senza nascondersi dietro a un finto incidente con la macchina, al ricovero coatto (perchè imposto dai suoi consiglieri consiglianti male) in una struttura apposita che lo disintossicasse dal sesso. Balle colossali, diciamocelo. Bisognava dire subito la verità, bisognava avvertire il mondo intero che anche lui, il Dio in terra del gioco del golf, era caduto in una morsa a spirale che forse non sta scritta nei libri di psicologia ma che è realtà: il successo. Basta poco, a quei livelli, per finirci dentro. Ma questa è storia (forse) passata. Ci piace pensare e credere che Tiger tornerà a essere Tiger, a lottare per ogni nuovo record e a tornare personaggio rivoluzionario del mondo del golf.

Harvey Penick

"Learn one basic shot and stick with it, one you can hit under pressure. If you have a good basic shot you'll rarely have to hit a fancy one." Harvey Penick

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