Il coraggio di scegliere (bene) [05. 11. 2011]
Il golf significa scegliere. Il golf impone, spesso, di fare delle scelte. Il golf è, in una parola, una scelta. Molti infatti lo considerano addirittura una scelta di vita (e noi siamo sicuramente tra questi), a tratti anche un modo sintomatico di affrontare le cose. Non si tratta di cadere in fin troppo facili stereotipi come quelli che ritraggono il golfista come una persona tranquilla, prudente (non ho detto anziana!) ma di osservare il mondo esterno in un’ottica per così dire calata in una dimensione naturalistica e capace di cogliere e accogliere qualsiasi cosa che di bello e, appunto, di naturale, ci regala il mondo. Ma una volta fatta questa scelta, che per molti è di vita, proviamo concentrarci su tutte quelle scelte che il golf ci impone di fare una volta che abbiamo varcato il cancello di ingresso di un campo.
Attenzione alle palline [11. 10. 2011]
I membri del Carbrook Golf Club di Brisbane (Australia) devono stare attenti che le loro palline non finiscano troppo spesso in acqua: rischierebbero infatti di causare un'indigestione a chi abita da qualche tempo le acque dei laghetti del resort. Parliamo di una mezza dozzina di squali che ormai sono di casa nel golf course del Queensland, da quando qualche anno fa il fiume circostante ruppe gli argini e gli animali si insediarno nelle riserve d'acqua all'interno del campo. Da quel momento furono accolti e nutriti, fino a diventare un vero e proprio punto di riferimento.
Il golf è "in" [11. 09. 2011]
Il golf è “in”. Giocano Obama e Del Piero, Biden (numero due Usa) e l’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni, gli ex campioni Van Basten, Massaro e Lendl. Tantissimi sono infatti i fenomeni dell’area di rigore che trascorrono le loro giornate (ovviamente non quelle di allenamento) in mezzo al verde dei campi da golf. Milanisti, juventini, interisti, romanisti armati di mazze e palline per una volta tutti insieme senza (o quasi senza) rivalità. Nonostante la crisi il golf è moda, pubblicità, blasone, il matrimonio con arte, cultura e gastronomia quando lo sport diventa pretesto per viaggi e soggiorni.
Il signor Stableford [06. 09. 2011]
“No, domenica non faccio la gara perché è Medal”. Oppure: “Meno male che per la terza categoria la gara rimane Stableford”. Quante volte abbiamo sentito nelle Club House queste frasi che, diciamo la verità, con il vero golf hanno poco a che fare. Nessuno però, o forse solo qualche super curioso amante di questo sport si è imbattuto nella origine di quella che è diventata la formula di gara più apprezzata e più utilizzata nel golf: la Stableford.
I moderni bastoni da golf tirano più lungo?
Falso. Nonostante i moderni bastoni da golf siano notevolmente migliorati rispetto a quelli di quarant'anni fa non si può dire senza dire una bugia che siano diventati realmente più potenti.
La verità è che quando negli anni '70 le aziende iniziarono la gara del bastone più potente iniziarono a ridurre piano piano i loft di tutti i bastoni i quali vennero ridotti di circa 2 gradi per decennio.
Ciò significa che un "pitching wedge" con 52° di loft del 1970 è diventato nel tempo un bastone di 46° e anche meno, ossia quasi un vecchio ferro 8!
Questo è il motivo per il quale un tempo era considerato "normale" acquistre un set che partisse dal ferro 3 perchè questo bastone era quasi identico ad un moderno ferro 5.
Questo è anche il motivo per il quale i moderni ferri 4 e 3 sono pressochè ingiocabili per la stragrande maggioranza dei golfisti tanto da aver obbligato le aziende ad "inventare" gli "utility clubs" o ibiridi per sostituire i ferri lunghi.
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"The only purpose of the golf swing is to move the club through the ball square to the target at maximum speed. How this is done is of no significance at all, so long as the method enables it to be done repetitively." John Jacobs
