L'era del 'playclub'
E' vasto l'assortimento di attrezzi tramandati dai primi tempi in cui si praticava il golf in Scozia. La collezione di antiche mazze riveste oggi uno speciale interesse che attrae numerosi appassionati di questo sport. A partire dagli inizi del XVIII secolo e fino a ben oltre la metà del XIX, il giocatore si recava sui campi di gioco con otto-dodici mazze. L'equipaggiamento di base comprendeva un paio di "playclub", tre o più "spoon", un "baffing spoon", un "niblick" e un "putter" in legno.
Si ritiene che le prime mazze usate in Scozia nel XV secolo, tutte in legno, fossero costituite da una canna robusta, una testa appesantita da borchie in metallo e un'impugnatura rivestita di pelle.
Intorno al 1700 furono introdotte le mazze in metallo (i "ferri"), in un primo tempo in aggiunta al normale set di mazze in legno (i "legni") e per i colpi speciali, e successivamente anche in sostituzione di alcune mazze in legno a testa allungata.
'Driver' flessibili
Furono specialmente gli eleganti "playclub" a carettrizzare l'era del golf compresa fra il XVIII ed il XIX secolo. Il "playclub" a testa e canna lunga, flessibile, serviva a giocare i colpi lunghi di partenza. più corto del "playclub" è il "grassed driver", che serviva a colpire la pallina da buone posizioni in "fairway" o a farla alzare molto in favore di vento. la faccia di questa mazza presenta un "loft" (inclinazione) particolare. Per i lanci da posizioni particolari in "fairway" si usava lo "spoon" (o "scraper"), disponibile in varie misure: lungo, medio, corto. Le mazze differivano fra loro per lunghezza della canna e il grado di "loft".
Il robusto "baffing spoon" serviva per colpire terra e pallina in modo da ottenere la massima altezza con la minima corsa. Con il "niblick" di legno, corto e con "loft" pronunciato, si usciva dai bunker e da altre posizioni difficili.
Da ultimo veniva il "putter", con testa più larga e corta e canna più corta degli altri legni. Il "putter", che sul "lie" era verticale, aveva faccia dritta e testa pesante.
La scelta del legno
Per fabbricare le mazze si adoperavano diversi tipi di legno. Per la testa i più usati erano quelli delle piante da frutto: melo, pero, prugnolo e ciliegio, ma anche carpine, sanguinello, biancospino, faggio.
In tempi più recenti venne utilizzato, con ottimi risultati, il diospiro, un legno assai compatto e a fibre diritte, importato in Scozia dall'America settentrionale.
Le canne, fissate alla parte posteriore del collo della testa mediante un semplice giunto, erano sottili e ben affusolate, in modo da garantire che lo "spring" o "kick" venisse a trovarsi nella giusta posizione.
L'intergrità del giunto era assicurata da un avvolgimento con filo o spago incatramato applicato sulla superficie del giunto.
Le canne si costruirono in legno di frassino, nocciolo, beberu, acero, fino a che non fu impegato l'hickory (o nome americano), rivelatosi migliore degli altri quanto a resistenza e linearità di fibra. Poi vennero le mazze in metallo.
I primi ferri avevabo l'aspetto di vere e proprie armi da guerra, con lama a punta quadra, manicotto d'attacco spesso, canna robusta e impugnatura ben rivetsita, ed erano adatti per giocatori di forte taglia. I primi ferri, piuttosto pesanti, subirono diverse modifiche intorno alla metà del XIX secolo.
Dapprima fu introdotto il "track iron" (ferro per solchi), attrezzo di ridotte dimensioni, a testa tonda e appesantita, adatto per il recupero delle palle da posizioni difficili, come i solchi dei carri, le impronte degli animali.
Successivamente furono messi a punto il "cleek", ferro lungo a lame parallele, con "loft" di grado simile a quello dello "spoon" medio, adatto per il recupero della pallina da "lie" difficili o dalla sabbia fine. E' del medesimo periodo anche il "lofter", attrezzo impegato in alternativa al "baffing spoon".
"Non è necessario essere stupidi per giocare a golf, ma aiuta." George Bernard Shaw
